Taglio sbagliato? Puoi farti risarcire dal parrucchiere

Posted by:Silvia on Apr - 17 - 2017 - Filed under: Taglio capelli -

Quante volte vi è capitato di andare dal parrucchiere e dire “me li spunti solo di mezzo centimetro” e poi vi siete ritrovati con un bob drammatico e siete tornate a casa disperate pentendovi a ogni passo di essere andate dal parrucchiere? Ma questo discorso non vale solo per le donne, anche gli uomini sovente vanno dal barbiere/parrucchiere con un’idea e tornano a casa con un taglio che non rispetta minimamente i loro desideri. Ma c’è di peggio, perché qualche volta può accadere che un taglio non solo non rispecchi i desideri del cliente, ma sia proprio un taglio sbagliato, di quelli che non si può uscire di casa. In questi casi e in altri dove sia palese l’errore del professionista, il cliente può richiedere un risarcimento.

L’occasione perduta

Uno dei casi in cui il parrucchiere è tenuto non solo al risarcimento del danno morale, ma anche a quello patrimoniale, è quello in cui serva una particolare acconciatura, taglio o colore per un’occasione importante come un evento, un matrimonio, sia che siate voi le spose, sia che siate i testimoni o semplicemente un’invitata. Insomma, quando l’occasione è particolare, il danno è maggiore. Per capire meglio facciamo un esempio. Poniamo il caso che dobbiate battezzare il figlio di vostra sorella o di chiunque sia il bambino, e dovendo fare voi da madrina scegliate un abito particolare, adatto alla cerimonia, e un’acconciatura che si abbini a tale abito.

Poniamo quindi che andiate dal parrucchiere per farvi quel taglio e quel colore in modo da ottenere l’acconciatura che desiderate. Ma poniamo anche che per un motivo o per l’altro il parrucchiere sbagli. Può capitare, per esempio, che deleghi la messa in posa della tinta a un praticante. Se questo sbaglia colore o peggio, vi rovina i capelli, la vostra cerimonia è a rischio. Non potrete più avere l’acconciatura che desideravate, magari dovrete cambiare abito e sicuramente il vostro umore non sarà di sicuro lo stesso che in precedenza. Come ci si comporta in questo caso o in casi simili?

La sentenza che fece il precedente

taglio sbagliatoIl precedente, in questo specifico ambito, lo ritroviamo a Catania. Non si tratta di una cosa recentissima, ma è pur sempre un precedente. Si tratta della sentenza n° 288 del 1999 in cui un giudice stabilì che la cliente doveva essere risarcita dal parrucchiere che aveva sbagliato la sua acconciatura in modo irrimediabile, costringendola anche a una scelta d’abito di ripiego. In poche parole il giudice stabilì che alla donna spettava non solo il risarcimento del danno morale, cagionato da un colore e un taglio differenti da quelli richiesti, ma le spettava anche il risarcimento patrimoniale dato che a causa dell’acconciatura non poteva più indossare l’abito acquistato per l’occasione ma avrebbe dovuto ripiegare su un altro stile.

Insomma, il cliente ha sempre ragione, più o meno. Certo, il parrucchiere potrebbe dirvi che, in fondo, un centimetro di capelli ricresce in un mense, che una tinta troppo chiara si può ritoccare, ma non è questo il punto, il punto è che non ha fatto quello che gli avevate chiesto, non ha soddisfatto le vostre richieste, per cui come minimo potrebbe non essere pagato, ma volendo potreste chiedere anche un eventuale risarcimento; più info qui.

 

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